Il libro dell'economista francese Thomas Piketty è l'evento dell'anno, forse del decennio, nella letteratura economica. Esso spiega non solo come le ineguaglianze dei redditi siano crescenti, ma come ci si stia avviando ad un "capitalismo patrimoniale", ovvero ad un potere crescente di una oligarchia per via ereditaria. In effetti, se si riflette sulla politica della destra americana in questi anni, è evidente che essa opera soprattutto nell'interesse di queste ricchezze ereditarie. I tagli fiscali, ad esempio, sia quelli dell'epoca di Bush che quelli proposti più di recente, mirano non principalmente a favorire le ricchezze pure ingenti derivanti da attività lavorative dei dirigenti, ma soprattutto quelle derivanti dai dividendi, dai profitti azionari, dai patrimoni. E tale oligarchia è quella che crea una sorta di 'bolla' nella quale comodamente vivono molti politici ed intellettuali conservatori. Che, dunque, naturalmente tendono soprattutto a difendere gli interessi della nuova oligarchia.
[1] Il post torna sul tema della delusione provocata dalla prima uscita del tanto atteso nuovo blog di Nate Silver (vedi i post precedenti del ...
[1] Ovvero, particolarmente agiate. [2] Ovvero, di proprietari della Walmart.
[1] Che si tratti di tasso di rendimento degli asset si comprende sulla base del precedente post del 14 marzo 2014 (“Note su Piketty”). [2] ...
[1] Vedi l’articolo “La trappola della timidezza” (New York Times, 20 marzo 2014) qua tradotto. [2] La Fondazione ‘Brookings’ è una importante istituzione americana che ...
[1] Si tratta di una agenzia pubblica che analizza i temi dell’economia, in particolare quelli connessi con la finanza pubblica, con caratteristiche abbastanza simili, ...
[1] Il santuario Yasukuni (靖国神社 Yasukuni Jinja?) (letteralmente santuario della pace nazionale) è un santuario shintoista (jinja) di Tokyo, Giappone dedicato alle anime di ...
Pare che tutte le persone con le ricette sbagliate abbiano una grande sicurezza, mentre le persone per bene sembrano afflitte dalla timidezza. Accadde con lo 'stimulus' di Obama, che era una idea giusta ma di dimensioni troppo modeste e di breve durata, e provocò soprattutto disillusione. Lo stesso si può dire della politica monetaria della Fed, che pur respingendo gli ammonimenti terribili sulla inflazione incombente, non ha però avuto quelle caratteristiche aggressive che l'avrebbero potuta rendere efficace. E lo stesso sta accadendo con il Giappone, che ha deciso una svolta ma rischia di gestirla con incertezza, e di non riuscire così a sfuggire dall'incubo della deflazione. Perchè questa timidezza delle posizioni giuste e questa determinazione di quelle che hanno fallito ad ogni verifica dei fatti? Interessi di classe, dice Krugman, ma promette di tornarci prossimamente,
[1] Sui tassi di interesse, vedi Note sulla Traduzione. [2] Il riferimento è ad uno studio di Krugman dal titolo: “Sta ritornando! La crisi del ...
Capire come si evolve il rapporto tra il pensiero degli economisti e la politica, forse, non è mai stato complicato, ma anche importante, come in ...
[1] Si riprende il tema del post del 18 marzo, h. 7,55. Essere una volpe anziché un riccio era un concetto espresso da Nate Silver, ...
[1] Si tratta di un paradosso che venne escogitato (mi pare) dall’economista Paul Samuelson, per significare che anche un ampliamento della base monetaria in ...
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